Limone e Liquirizia

Il Basilico

Guide alla Cucina | 15 luglio 2017 | By

Il Basilico

Principe degli Aromi in Cucina, per la sua intensa fragranza, il Basilico rappresenta una pianta dalle mille virtù curative. Fù importato dall’India grazie ad Alessandro Magno e i romani ne diffusero l’uso in tutta Europa.

Le sostanze in esso contenute; acqua, fibre, calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, vitamine A, B, C, proteine, manganese, rame, sodio, zinco e sostanze dalla potente azione antimicrobica, ne fanno una pianta capace di agire su più apparati.

Antistress…. 

Il Basilico cura i disturbi causati dallo stress: emicrania, insonnia, vertigini, nervosismo.

Digestivo….

Per ottenere benefici sull’apparato digerente, oltre a berlo come infuso, aggiungetelo ai vostri piatti estivi, possibilmente crudo.

Lenitivo….

Se masticate fresche, le sue foglie, si rivelano, un ottimo antistaminico per curare le afte della bocca.  

Stimolante….

In forma di Olio essenziale, da “annusare” su un fazzoletto di carta per contrastare affaticamento, debolezza e come attizzatore della memoria e della concentrazione.

Infuso di Basilico:

30 g di foglie essiccate di basilico

100 ml di acqua

Versate in una tazza l’acqua bollente e le foglie di basilico, coprite e lasciate in infusione per almeno 10 minuti. Dolcificate a piacere e bevete l’infuso dopo i pasti o prima di coricarsi.

Come conservare il Basilico:

Surgelato: lavate e asciugate bene le foglie. Riponete delicatamente in un sacchetto e surgelate.

Sotto Sale: In un vasetto di vetro fate strati di foglie e sale. Attendete un mese prima di consumarle.

Sott’Olio: Immergete le foglie lavate e asciugate in un vasetto di vetro nell’olio di oliva. Coprite totalmente per evitare l’ insorgere di muffe.

 

Lampascione o Cipollaccio da Fiocco

Guide alla Cucina | 20 marzo 2017 | By

Lampascione o Cipollaccio da Fiocco

Salve Amici, oggi, questo spazio lo voglio dedicare a ciò che Nostra Madre Natura ci dona ogni giorno. 

Se in questo periodo vi capita di fare una passeggiata in campagna, potrete notare questi fiori dal colore violaceo che spuntano tra erbe e piante. Non è un comune Fiore ma bensì la pianta in fioritura del Lampascione.
In realtà questo fiore è destinato a durare per diverso tempo, lo troviamo fino in aprile/maggio in cui fa sfoggio di un’infiorescenza di colore blu o viola acceso. E’ un bulbo, grande quanto una grossa noce, apprezzato e noto soprattutto nelle regioni della Calabria e Puglia. Sono piuttosto profondi rispetto alla superficie del terreno, per tanto in fase di raccolta è consigliato un coltello dalla lama lunga e appuntita. Potete utilizzarli in cucina, crudi per insaporire delle insalate, al posto di una normale cipolla per realizzare risotti o frittate, al forno accompagnati da verdure o per aromatizzare carni o baccalà. Se invece volete mantenerli per lungo tempo, una volta raccolti, i bulbi stendeteli in una cassetta di legno, in luogo ventilato e non esposto al sole. Si procede poi eliminando le foglie e le radici. Lavate i bulbi sotto acqua corrente e tuffateli per circa tre minuti o più ( dipende dalla loro grandezza ) in una soluzione di acqua e aceto bollente e in ebollizione, aromatizzata con foglie di alloro e pepe in grani. Solitamente la percentuale dei liquidi deve essere in eguale quantità. Scolate, fate asciugare su un panno asciutto e pulito da cucina, per poi procedere a sistemarli in vasetti di vetro, aggiungendo altro alloro, pepe e aglio se gradite e ricoprendoli di olio extra vergine di oliva. Con la stessa tecnica si possono conservare anche sotto aceto o sotto sale. Se volete potete trovare altre nozioni sul web, sia per conoscere meglio questo bulbo, che per trovare ricette di ogni tipo.
Esiste un solo momento dell’anno non indicato per la raccolta dei bulbi: è quello dell’emissione dello scapo floreale, il periodo ideale resta invece la fine dell’estate quando le foglie sono ancora visibili e ben identificabili. Mi raccomando non raccogliete mai e non mangiate erbe che non siete sicuri di conoscere.

Guida alla Frittura

Guide alla Cucina | 13 marzo 2017 | By

Accorgimenti per una Frittura sana e perfetta

 

Inutile dire che la frittura è uno dei metodi di cottura più buoni che esiste, avete mai sentito dire che a qualcuno non piace la frittura ? Come si può resistere davanti a delle patatine, piuttosto che difronte a dei krafen, o visto il periodo a delle castagnole ripiene o alle zeppole di San Giuseppe ? Non perdetevi d’animo amiche/i miei, perché se ben fatta la frittura, stimola il fegato e ne accellera il metabolismo. Inoltre grazie alla disidratazione, questo tipo di cottura è più digeribile rispetto ad altre. Naturalmente se ben fatta, ecco perché ci sono delle regole da rispettare. Prima fra tutte il tipo di grasso che andremo ad utilizzare. Possiamo friggere con olio extra vergine di oliva, particolarmente indicato perché sopporta temperature elevate ma da non tutti apprezzato per il suo gusto. Con Olio di semi, purchè di arachidi o girasole, gli unici a reggere temperature alte, idoneo perché insapore e adatto ad ogni tipo di frittura. Con lo strutto o il burro, che sconsiglio altamente, il primo per la sua pesantezza, il secondo da utilizzare se chiarificato e comunque per cuocere solo carni e verdure se impanate. Un altro fattore importante è la temperatura, e qui diventa fondamentale un termometro da cucina, a meno che non si abbia così tanta esperienza. Per quanto mi riguarda e con un piccola spesa ho preferito comprarmene uno, adatto non solo per la frittura ma utile anche in tantissime altre preparazioni. Se state cuocendo alimenti voluminosi e che necessitano di tempo come baccalà, pesci oltre i 200 g o carne a pezzi come pollo o coniglio, allora la temperatura dovrà essere tra i 140°C e i 160°C. Se invece state cuocendo dolci, verdure, alimenti pastellati, supplì, olive all’ascolana, crocchette ecc.. ecc… la temperatura ideale è tra i 170°C e i 175°C al massimo. Raggiungiamo invece i 185°C immergendo patatine e piccoli pesci. Da tenere sempre in considerazione di friggere in olio abbondante, pochi pezzi per volta e di alzare la fiamma per i 10/15 secondi successivi all’immersione degli alimenti, questo perché naturalmente, ogni qual volta la temperatura si abbassa automaticamente di circa 40°C. Inoltre; girate l’alimento il meno possibile, l’ideale è una volta soltanto, questo eviterà che si impregni di olio e una volta cotto, trasferitelo immediatamente su carta assorbente. Un errore da evitare è quello di mettere il sale prima della cottura, panature comprese; questo perché il sale porta in superficie l’umidità contenuta all’interno dell’alimento, comportando in questo modo il distaccamento della crosticina durante la frittura. La padella più adatta a questo tipo di cottura è realizzata in Ferro, che inoltre non andrebbe mai lavata ma pulita semplicemente con della carta da cucina assorbente. In alternativa potete usare delle padelle in rame o quelle dal doppio fondo, tipo alluminio + acciaio. Non utilizzate mai due volte lo stesso olio, ma soprattutto non gettate nel lavandino o nello scarico del water l’olio utilizzato. Tenete ben a mente che l’olio fritto è una delle fonti di inquinamento più pericolose e dannose per i nostri mari, se non ricordo male un litro di olio copre la superficie di 100 mc di acqua, non permettendo ai filtri solari di passare. Questo significa che là sotto ogni forma di vita animale o vegetale morirà. Fatelo sempre raffreddare, versatelo in un contenitore e quando ne avrete in abbondanza portatelo poi all’isola ecologica.

A Proposito di Aglio…..

Guide alla Cucina | 18 gennaio 2017 | By

 

A PROPOSITO DI AGLIO…….

 

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L’Aglio è un bulbo intensamente coltivato in tutta Italia e molto utilizzato nella nostra cucina mediterranea. Ha un sapore e un gusto caratteristico, ma ha anche notevoli proprietà benefiche e curative.  Contiene una sostanza chiamata allicina , responsabile del “ fiato pesante “, soprattutto se viene schiacciato. Si può eliminare questo fastidio semplicemente togliendo il germoglio verde all’interno del bulbo. Tra le tante propietà è un potente battericida, antisettico, espettorante, stimola il cuore e facilita circolazione e depurazione del sangue. Viene utilizzato anche in  preparazioni estetiche, erboristiche e in fitoterapia. Inoltre è un ottimo elemento per la creazione di rimedi naturali attraverso decotti e unguenti.

I vantaggi e i benefici nell’assumere aglio sono infiniti e si riflettono su molte parti del nostro organismo, in particolare:

Sul benessere delle vie respiratorie contro raffreddori, tosse secca e catarro.

Sul Fegato come disintossicante.

Per il Colesterolo riducendone i livelli.

Sulla Pressione Sanguigna riducendo i fenomeni di tachicardia e la pressione arteriosa.

Per il Cuore come protezione contro le malattie cardiache.

Per il Diabete riducendo la concentrazione di glucosio nel sangue.

Vi sono alcuni casi in cui l’assunzione di aglio è sconsigliata, per chi soffre di mal di stomaco, gastriti, ulcera epatica e durante la gravidanza.

La quantità giornaliera consigliata da assumere è intorno ai 4 g.

Riporto ora un ricettario sul suo utilizzo

 

Decotto di Aglio

Sbucciate e schiacciate 5 spicchi d’aglio e fateli bollire in una tazza di latte per 5 minuti. Bevete 1 tazza al giorno di decotto contro l’artrosi.

Vino d’Aglio

Ponete a macerare 10 spicchi di aglio sbucciati e schiacciati in 1 l. di vino bianco secco per circa 10 giorni in una bottiglia di vetro ermaticamente chiusa; al termine, filtrate e conservate in bottiglia. Consumate 2 bicchierini al giorno come ipotensivo ( abbassa la pressione sanguigna ), antisettico ( disinfetta la zona colpita da infezioni ) e vermifugo ( agevola l’espulsione dei vermi intestinali ). Questo vino è utile anche per combattere l’arteriosclerosi e alcune affezioni delle vie respiratorie. Controindicato invece in caso di irritazioni gastrointestinali, malattie epatiche, bassa pressione arteriosa e alle puerpere.

Decotto di Aglio

Schiacciate 30 g di spicchi d’aglio e mescolate con 50 g di olio d’oliva caldo e il succo di ½ limone, massaggiate per 5 minuti la parte dolente e ricoprite con una pezza di lana per lenire i dolori reumatici.

 

Come Confezionare i Nostri Panettoni

Guide alla Cucina | 5 gennaio 2017 | By

Come Confezionare i Nostri Panettoni

Ed eccoci qua con i miei panettoni incartati e infiocchettati !!! 😊 Piccole idee, semplici e carine per vestire a festa anche loro. Naturalmente vengono prima incartati in degli appositi sacchetti trasparenti per alimenti. Divertitevi con i colori che più amate. Per alcuni ho utilizzato della carta da regalo, per altri ho preferito un tessuto, in questo caso sono dei teli cuciti a misura realizzati in casa con delle stoffe a mio piacimento. Quest’anno sembra andare di moda il panettone tovaglia, cioè incartato con una tovaglietta da thè, o una più grande per un tavolo da 4 persone. Idea molto simpatica che sicuramente affascina le sarte che come mia madre sono già all’ opera. Io poi, come vedete, ho chiuso con dei nastri più o meno larghi, e messo dei ciondoli come un fiore, delle palline, o qualsiasi altra cosa affinché la persona a cui regalo il panettone, possa appendere al suo albero. E allora ragazzi via con la fantasia !!!

 

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